Settembre è il mese in cui molti dei problemi di sicurezza per esterni vengono finalmente affrontati. Il traffico estivo è terminato, il tempo sta cambiando, e tutto ciò che ha trascorso cinque mesi sotto il sole diretto comincia a mostrarne i segni. Recentemente abbiamo ricevuto diverse domande sull’esposizione ai raggi ultravioletti e sui nastri adesivi, tra cui quella di un lettore la cui moto d’acqua aveva un tappetino di gommapiuma per il gradino diventato morbido, appiccicoso e sgradevole dopo alcune stagioni al sole, e che voleva sapere se un nastro marine potesse ricoprirlo e ripristinare un gradino sicuro.
È una buona domanda, e la risposta vale ben oltre il mondo nautico. Gradini delle baie di carico, scale esterne, passerelle, pontili, scale di accesso agli impianti e decking rientrano tutti nella stessa categoria: superfici in cui è il sole, non il calpestio, a danneggiare per primo il materiale.
Perché l’esposizione ai raggi UV viene prima di tutto
Ai sensi del Workplace (Health, Safety and Welfare) Regulations 1992, i pavimenti e i percorsi di transito devono essere adeguati e privi di qualsiasi elemento che possa causare scivolamenti o cadute. L’HSE (Health and Safety Executive) ha più volte confermato che scivolamenti e cadute restano la principale causa di infortuni gravi denunciati nei luoghi di lavoro britannici, e una caduta su una scala esterna rientra nelle segnalazioni RIDDOR tanto quanto una caduta in un corridoio di magazzino.
Ciò che rende il degrado da UV particolarmente insidioso è la sua gradualità, che lo rende facile da trascurare. Un rivestimento per gradini non si guasta in una data precisa. Perde un po’ di flessibilità ogni mese, il colore si opacizza, la superficie sfarina, e poi, in una piovosa mattina di ottobre, si solleva ai bordi oppure la trazione semplicemente non c’è più. Nessuno ha segnalato un difetto perché nulla sembrava drammaticamente sbagliato.
Specificare fin dall’inizio la stabilità ai raggi UV costa meno che intervenire dopo. Un rotolo di nastro antiscivolo di qualità rappresenta un costo modesto rispetto al prezzo di sostituire un intero gradino prefabbricato, ed è enormemente più economico di un’indagine su un infortunio.
Cosa fa realmente il sole a un nastro adesivo
Il film di supporto
Le radiazioni UV spezzano le catene polimeriche delle materie plastiche. I film in PVC e poliestere non stabilizzati diventano fragili, si restringono leggermente e si screpolano. I nastri economici privi di inibitori UV nella formulazione possono iniziare a screpolarsi già nel corso di una sola estate britannica, e i siti costieri o esposti a sud lo notano ancora più rapidamente, poiché la luce riflessa dall’acqua, dal vetro o dal calcestruzzo chiaro raddoppia di fatto la dose ricevuta.
L’adesivo
È qui che iniziano davvero la maggior parte dei cedimenti. Gli adesivi acrilici a base solvente resistono generalmente bene ai raggi UV e al calore. Gli adesivi più deboli a base di gomma si ammorbidiscono, migrano verso i bordi e trattengono lo sporco, motivo per cui spesso si nota un alone grigiastro attorno a un nastro ormai deteriorato prima che si sollevi. Qualsiasi prodotto destinato all’uso esterno dovrebbe utilizzare come minimo un adesivo acrilico.
La superficie
Il granulo di ossido di alluminio è di per sé inerte e non risente dell’esposizione al sole. Ciò che conta è la resina che lo lega al film. Un granulo mal legato si sfalda, e con esso se ne va anche la resistenza allo scivolamento. I film goffrati non abrasivi si basano invece sul proprio motivo superficiale, per cui l’ammorbidimento o l’indurimento del film indotto dai raggi UV ne modifica direttamente le caratteristiche di aderenza.
Nastro marine, sale e sole insieme
Gli ambienti marini rappresentano il banco di prova più severo per un materiale antiscivolo nel Regno Unito. Si devono affrontare raggi UV, spruzzi salini, cicli continui di bagnato e asciutto, sbalzi termici e spesso piedi nudi. Un nastro antiscivolo marine resistente al sale deve unire un film stabile ai raggi UV, un adesivo acrilico di grado marino che non ceda con il calore, e una superficie che resti sicura anche da bagnata.
Per il lettore con il tappetino di gommapiuma deteriorato, la soluzione pratica è un prodotto non abrasivo. Il nastro antiscivolo non abrasivo HoldGrip utilizza un motivo goffrato modificato anziché il granulo, offrendo una presa reale sotto i piedi senza rovinare costumi da bagno, mute o la pelle nuda. Applicato su un substrato solido, pulito e asciutto, funge anche da barriera fisica, sigillando la gommapiuma degradata e impedendo che si trasferisca sugli indumenti. Lo stesso film non abrasivo viene commercializzato come nastro protettivo Tank Grip e Gravel Guard per serbatoi e carenature di motociclette, il che indica come si comporti anche come protezione superficiale, oltre che come ausilio antiscivolo.
Un avvertimento onesto: se la gommapiuma è già diventata morbida e appiccicosa fino in fondo, il nastro coprirà il problema e restituirà un gradino utilizzabile, ma si tratta di una riparazione su un substrato ormai compromesso. La forza di adesione è valida solo quanto il supporto su cui è applicata. Dove il materiale sottostante si sta sgretolando, occorre sostituirlo e poi proteggere la nuova superficie.
Antiscivolo per gradini, decking e passerelle
Lo stesso ragionamento vale per ogni pedata esterna presente su un sito britannico. Le tavole di decking antiscivolo, i pontili in legno, le passerelle in GRP e le scale in acciaio verniciato perdono tutti la finitura originale a causa dei raggi UV, e la superficie liscia e invecchiata che ne risulta è esattamente il punto in cui le persone scivolano.
- Gradini in acciaio e cemento con calzature pesanti: un prodotto granulato è la scelta giusta. Il nastro antiscivolo in ossido di alluminio MagmaGrip è un nastro spesso e ad alta trazione, certificato per prestazioni sia da bagnato sia da asciutto, adatto a scale esterne utilizzate tutto l’anno.
- Aree per piedi nudi o abbigliamento leggero: utilizzare un film non abrasivo. Il granulo abrasivo e la pelle nuda non vanno d’accordo, e le pedate antiscivolo per gradini nelle strutture ricreative devono essere confortevoli oltre che sicure.
- Decking in legno: rimuovere prima le alghe. La crescita verde sotto un nastro continua a svilupparsi e compromette l’adesione.
- Bordi dei gradini (nosing): la norma BS 8300-2 richiede un contrasto visivo sui bordi anteriori dei gradini. Una pedata gialla, o gialla e nera, applicata sui primi 50-55 mm di ogni gradino soddisfa il requisito e risolve un rilievo comune nelle verifiche di accessibilità.
Test, normative e cosa richiedere
Quando si confrontano i prodotti, non bisogna accettare la dicitura “resistente ai UV” come affermazione fine a se stessa. Bisogna chiedere secondo quale test è stata verificata. L’invecchiamento accelerato secondo la norma BS EN ISO 4892 fornisce un’indicazione significativa di come si comporteranno nel tempo il film e i suoi pigmenti. Per le prestazioni antiscivolo, cercare i dati del test del pendolo secondo la norma BS EN 13036-4, il metodo riconosciuto dall’HSE per valutare il rischio di scivolamento nel Regno Unito, e verificare se i valori indicati si riferiscono a condizioni bagnate o asciutte.
Chiedere anche informazioni sull’intervallo di temperatura di esercizio e sulla temperatura minima di applicazione. Applicare un nastro antiscivolo per gradini a ottobre, a 4 gradi su una superficie umida, è una causa comune di sollevamento dei bordi la primavera successiva, e nessuna stabilità ai UV può salvare un’adesione che non si è mai formata correttamente.
Un semplice controllo autunnale
Prima dell’arrivo della stagione delle piogge, percorrete i vostri tragitti esterni e verificate la presenza di superfici sfarinate o scolorite, bordi sollevati o arricciati, perdita di granulo e qualsiasi finitura in gommapiuma, gomma o vernice diventata appiccicosa. Annotate quanto riscontrato, date priorità a tutto ciò che riguarda una scala o un cambio di livello, e specificate le sostituzioni tenendo conto delle prestazioni UV, anziché acquistare semplicemente il prodotto più economico al metro.
Se non siete sicuri di quale prodotto sia più adatto a un determinato substrato, inviateci i dettagli e una fotografia. Preferiamo aiutarvi a definire la specifica corretta fin dalla prima volta, piuttosto che farvi scoprire il prossimo agosto che il nastro non ha resistito all’estate.





